I palloni gonfiati.
Nato e cresciuto a Pavia, la prima formazione di Gianni Cella avviene prima al Liceo Artistico Raffaello Sanzio di Pavia e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Brera. Espone per la prima volta nel 1982 assieme a Romolo Pallotta e Claudio Ragni, con cui fonda il collettivo Plumcake, presentato nel 1984 assieme al gruppo dei Nuovi Futuristi all’Arte Fiera di Bologna e nel 1985 sul panorama internazionale al Museo di Groninga. Tra il 1990 e il 1993 si concentrano le partecipazioni alle esposizioni internazionali più importanti, iniziando dalla sezione Aperto 90 della XLIV Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Gianni Cella si separa dagli altri due Plumcake nel gennaio 2000 per continuare da solo il proprio percorso artistico. Nel corso degli ultimi 20 anni ha collezionato numerosi successi in Italia e all’estero, presenziando sia autonomamente sia nell’ambito del Nuovo Futurismo. La sua produzione è caratterizzata da sculture colorate e ironiche in vetroresina e figure aliene antropomorfe. L’ispirazione per le sue opere viene dalla parola, spesso il titolo racchiude il senso e la chiave di lettura. Con le sue opere l’artista vuole far riflettere, trasmettendo messaggi a metà strada tra il tragico e il grottesco ma con un linguaggio dall’aspetto giocoso, colorato e accattivante, specchio della società contemporanea dei consumi.
I Palloni gonfiati di Gianni Cella consistono in grandi sculture di circa due metri a mezzo ciascuna raffigurante una figura umanoide caratterizzata da una testa sproporzionata rispetto al corpo. Si tratta di un tema piuttosto ricorrente nel lavoro dell’artista che, attraverso l’utilizzo giocoso della parola, realizza in maniera tridimensionale oggetti che sono frutto di modi di dire o giochi di parole. In questo caso il “pallone gonfiato” è letteralmente una figura dalla testa gonfia: sfruttando il meccanismo ironico viene data forma a un personaggio che permette di ironizzare sui giochi di potere e sulle figure rappresentative del mondo contemporaneo, talvolta semplici uomini e donne “gonfiati” dal proprio ruolo.
Die aufgeblasenen Ballons.
Geboren und aufgewachsen in Pavia, absolvierte Gianni Cella seine erste Ausbildung zunächst am Kunstgymnasium Raffaello Sanzio in Pavia und anschließend an der Akademie der Schönen Künste in Brera. Er stellte 1982 zum ersten Mal zusammen mit Romolo Pallotta und Claudio Ragni aus, mit denen er das Kollektiv Plumcakegründete, das 1984 zusammen mit der Gruppe der Nuovi Futuristi auf der Arte Fiera in Bologna und 1985 auf internationaler Ebene im Museum von Groningen vorgestellt wurde. Zwischen 1990 und 1993 konzentrierten sich seine Teilnahmen auf die wichtigsten internationalen Ausstellungen, beginnend mit der Sektion Aperto 90 der XLIV. Internationalen Kunstausstellung La Biennale di Venezia. Im Januar 2000 trennte sich Gianni Cella von den beiden anderen Plumcake-Mitgliedern, um seinen künstlerischen Weg alleine fortzusetzen.
In den letzten 20 Jahren hat er zahlreiche Erfolge in Italien und im Ausland erzielt, sowohl allein als auch im Rahmen des Nuovo Futurismo. Sein Schaffen zeichnet sich durch farbenfrohe und ironische Skulpturen aus Glasfaser und anthropomorphe außerirdische Figuren aus. Die Inspiration für seine Werke kommt aus dem Wort, oft enthält der Titel die Bedeutung und den Schlüssel zum Verständnis. Mit seinen Werken möchte der Künstler zum Nachdenken anregen und Botschaften vermitteln, die zwischen Tragik und Groteske angesiedelt sind, aber mit einer spielerischen, farbenfrohen und ansprechenden Sprache, die die heutige Konsumgesellschaft widerspiegelt.
Die Palloni gonfiati (aufgeblasene Ballons) von Gianni Cella bestehen aus großen Skulpturen von jeweils etwa zweieinhalb Metern Höhe, die eine humanoide Figur darstellen, deren Kopf im Verhältnis zum Körper unverhältnismäßig groß ist. Es handelt sich um ein wiederkehrendes Thema im Werk des Künstlers, der durch den spielerischen Umgang mit Worten dreidimensionale Objekte schafft, die das Ergebnis von Redewendungen oder Wortspielen sind. In diesem Fall ist der „aufgeblasene Ballon” buchstäblich eine Figur mit einem aufgeblasenen Kopf: Durch den Einsatz des ironischen Mechanismus entsteht eine Figur, die es ermöglicht, sich ironisch über Machtspiele und repräsentative Figuren der heutigen Welt auszulassen, manchmal einfache Männer und Frauen, die von ihrer Rolle „aufgeblasen” sind.



